FELTRINELLI, MILANO 2025
Ugo Morelli: “A causa di un incidente verificatosi nel sistema gravitazionale, la Terra precipita rapidamente verso il sole e tende verso di esso per fondervisi: ecco che cosa annuncia il messaggio.” A p. 9 della nuova traduzione italiana del suo libro tu scrivi, nel 1922, queste parole che sono la chiave del tuo romanzo. Come hai fatto ad anticipare le angosce che viviamo oggi con la crisi ambientale e climatica?
Charles-Ferdinand Ramuz: All’apparenza romanzo distopico, in realtà il mio romanzo narra nel 1922 ciò che ormai da anni è la realtà delle nostre estati. Non ci voleva poi molto. Le premesse c’erano tutte: bastava far andare avanti l’orologio della storia e osservare il comportamento umano. Oggi sulle rive del Lago Lemano, poco lontano da Losanna, è la fine di luglio e fa molto caldo, 36 gradi all’ombra. Non solo, ogni giorno la temperatura aumenta di un grado, le acque del lago scendono in modo sempre più avvertibile, ma la vita prosegue come se niente fosse.
U.M.: …ecco, come se niente fosse… come mai?
C.F.R.: Ciò che a poco a poco si scopre nel mio romanzo è che, in seguito a un incidente gravitazionale, la Terra comincia a essere irresistibilmente attratta dal Sole. I segni sono evidenti, ma molti non ci fanno caso, presi come sono dalla vita quotidiana: non li vedono proprio oppure li negano per tenere a bada l’angoscia da cui sarebbero altrimenti attanagliati? Chi invece li vede cerca di convincersi della scarsa importanza della cosa e dimentica i trafiletti sui giornali che ne danno notizia. Intanto il cielo diventa bianco, le lucertole non si muovono più, sciami di mosche ti volano dritto in faccia, il lago è silenzioso, dalle montagne arrivano rumori sordi e s’innalzano pennacchi di fumo… E il sole, come scrivo, «è diventato rosso, rosso arancio prima, poi rosso rosso, poi rosso nero».
U.M.: Ma chi è protagonista del romanzo?
C.F.R.: La vera protagonista del romanzo è la Natura e gli umani rimangono sullo sfondo. Alcuni sono impegnati a sopravvivere come possono, mentre chi ancora riesce a scherzare butta lì un: «Saremo in compagnia», perché se di solito è vero che la morte è un fatto individuale ormai è chiaro che in questo caso la gente se ne va tutta insieme; altri cominciano a trasgredire, a sovvertire le regole del buon vivere comune, a compiere i misfatti più esecrabili sopraffatti dagli istinti più brutali: «Ecco come sono fatti gli uomini. Vanno verso la morte per paura della morte». Poi sfumano di nuovo sullo sfondo e la Natura torna a essere al centro. Il paesaggio assume tratti sempre più metafisici, comincia a mostrare lande desolate e scenari spettrali.
U.M.: In Melancholia di Lars von Trier, un film attuale che tu non hai potuto vedere, due donne e un bambino aspettano sotto lo scheletro di una tenda indiana l’arrivo del pianeta in rotta di collisione con la Terra…
C.F.R.: Nel mio romanzo l’incontro/scontro della Terra con il Sole è affrontato con stoicismo e, da quello che mi dici, con la stessa poesia. E subito prima di dissolverci nell’universo, con sguardo altrettanto fermo sia io che von Trier vi consegniamo parole sulle quali, voi che potete, forse, ancora farlo, meditate, meditate.

