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Articolo

“C’è spazio abbastanza per tutti” Orizzonte estetico e chiusura integralista

“…il divenire di quell’attesa, di quell’anticipazione estetica del senso, da cui di fatto il pensiero integralista è abissalmente lontano”

“Lo stadio di Wimbledon” Daniele Del Giudice e l’idea dello scrivere: tramare contro quel movimento perpetuo con lo stesso colpo con cui bisogna ricucirlo

«Quello di Daniele Del Giudice, più che un esordio, fu un inizio. Come ogni vero inizio, più che inseguire tracce, creò nuovi...

“Nel museo di Reims” Scrivere è esser ciechi: la novella sulle apparenze di Daniele Del Giudice

A rileggerlo oggi, a 33 anni di distanza dalla sua pubblicazione, oggi che il suo autore Daniele Del Giudice ha definitivamente staccato...

“Treviso Radar, non voglio morire…” (Su Staccando l’ombra da terra, di Daniele Del Giudice)

Ho incontrato Daniele Del Giudice soltanto una volta, a Venezia, ai margini di un convegno letterario. Tanti anni fa, non cerco neppure...

Accompagniamo il futuro

Come spesso sentiamo dire, siamo alla vigilia di tre cambiamenti epocali: demografico, ambientale e tecnologico. Anzi, siamo già nel “tubo” di queste...

Alla ricerca di una nuova normalità

Custodire la salute pubblica come bene comune deve diventare principio guida di una nuova normalità. Per questo scopo una via decisiva è la partecipazione civica....

Anticipare il futuro per sperimentare e creare

Dobbiamo accettare il cambiamento continuo e il necessario cambio di prospettiva: interconnessione contro separazione, esponenzialità contro linearità, discontinuità contro continuità  Il...

Appunti sul destino del lavoro a partire dalla crisi COVID-19 (discussione con Rosario Iaccarino)

Premessa Quel che intendo per “destino del lavoro” è tutt’altro da ciò che l’espressione indica nelle discussioni correnti, le quali sono...

Archeologia dell’inadempiuto

“Nell’ora del tramonto, tra le stelle spente  può nascere una nuova alba.”  Posta di fronte alla catastrofe, l’umanità è...

Archeologia della macchina al lavoro

Robot al lavoro  Come chiamare un «operaio artificiale»? «Vorrei chiamarlo labor: così confessava Karel Čapek al fratello Josef. Labor? «Mi sembra – aggiungeva – un po’ troppo libresco». Allora suggerì...

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Dialogo redazionale

Per impostare i contenuti del numero di novembre di Passion&Linguaggi, dopo aver definito insieme in redazione il tema, Ugo Morelli ha inviato...

Menti integraliste e corpi talebani

C’è una mente digitale e calcolistica per il corpo dell’uomo che ha lo sviluppo biologico più stupefacente della sinergia udito-voce. Dal mutuo...

La distruttiva lotta tra una mente pragmatica sorda e una mente integralista cieca

La verità del prigioniero liberato, nel mito della caverna di Platone, non consiste tanto o soltanto nell’avere scoperto la luce del sole,...

Frammenti da un discorso biopolitico: da immunitas a communitas

Le istituzioni sono decisive poiché rispondono al bisogno degli uomini di proiettare qualcosa di sé al di là della propria vita e...

Perché siamo sensibili al fascino di un leader? Monofonia identitaria e polifonia democratica

L’identificazione è una melodia non perfettamente in tono ma ricca di variazioni. Non ordina il sacrificio della plurivocità perché essa è l’Altro,...