Numero 64 — Giugno 2026 — Anno VII

Immaginazione

WIlliam Blake_Oberon, Titania and Puck with Fairies Dancing_1786

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Mediare per comunicare

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Il ruolo dell’immaginazione per il linguaggio nella filosofia hegeliana Nel lessico filosofico contemporaneo il termine “immaginazione” viene spesso associato alla creatività, alla libertà figurativa o...

Noi, zingari sognanti, temerari dell’immaginazione

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«L’immaginazionecambia il mondocontinuamente,riguarda la verità,riguarda l’indagaresé stessi e la realtà.Io dico sempreche l’immaginazioneè conoscenza,è un modo di percepireil mondo,connettersi con esso,e cambiarlo» Azar Nafisi «Se si...

Immaginarsi. Per un’estetica del sé.

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L’io? Una possibilità. Provvisoria, in divenire, e per nulla garantita. Siamo esseri che si formano in una relazione di dipendenza. In altre parole arriviamo...

Un giro sul crinale. Conversazione con Johnny Faina

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«Benvenuti a Villamara e ricordate: noi non siamo mai stati qui». Villamara non esiste da nessuna parte, e al tempo stesso potrebbe essere uno qualsiasi,...

Il sottile confine tra immaginazione e illusione

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Chi non ha mai immaginato una relazione sentimentale? È qualcosa che appartiene profondamente all’esperienza umana. Il pensiero che torna continuamente verso un’altra persona, la...

Molte domande e poche risposte bislacche

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Immaginare (letter. imaginare) v. tr. (io immàgino, ecc.). – In genere, rappresentare alla propria fantasia persone, cose, avvenimenti in forma di immagini. Nell’unicità...

La vignetta di Pietro

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Bazar della mente

Note multimediali

Una rubrica di consigli d’ascolto e visione non richiesti. Nel mese di giugno 2026 vi suggeriamo l’ascolto del podcast C’è vita nel Grande Nulla Agricolo?

Mille scuse al coccodrillo!

La riabilitazione di Galileo da parte della Chiesa cattolica dopo 360 anni. Sarah Mullally, Arcivescovo di Canterbury, prima donna ad occupare il soglio della...

Parole a perdere

All’immaginazione

Se stanca della lunga fatica del giorno,
e dell’avvicendarsi terreno delle pene,
e smarrita e pronta a disperare,
la tua voce gentile mi richiama –
o mia leale amica, non sarò sola
finché mi parlerai con questo tono!

Il mondo esterno è così desolato,
quello interiore mi è due volte caro;
il tuo mondo che odio inganno e dubbio
e il gelido sospetto non conosce;
dove io tu e libertà
siamo i sovrani senza discussione.

Che importa se tutt’intorno
dimorano il pericolo la tenebra e il dolore,
se nel recinto del nostro cuore
risplende un cielo immacolato,
tiepido dell’intrico di diecimila raggi
di soli senza inverno?

La Ragione a buon diritto si lamenta
per la triste realtà della Natura,
e dice al cuore affranto che i suoi sogni
sempre saranno vani;
e la Verità può calpestare i fiori
appena nati dalla Fantasia.

Ma tu sei sempre qui a richiamare
le ondeggianti visioni, e nuove glorie
a spirare sull’appassita primavera
e una vita più bella a evocar dalla morte,
bisbigliando con voce divina
di mondi veri che hanno il tuo splendore.

Io non credo alla tua larva di eliso,
ma nell’ora placata della sera
sempre ti sono grata, potere benigno,
e ti do il benvenuto,
consolatrice delle pene umane
speranza più lucente quando speranza dispera.

Emily Brontë

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