Oggi
ho scoperto
che se chiudo
gli occhi
e seguo
il profumo
di legna
bruciata
posso tornare
alla casa
dove sono nato…
A volte sparisco di Francesco Chiacchio è una raccolta di disegni, corredati da didascalie, in cui il protagonista prova a sottrarsi al mondo attraverso il proprio ripiegarsi nell’’immaginazione.
Infatti, egli non “sparisce” nel senso tragico o misterioso del termine; sparire, in queste pagine, significa scollegarsi dalla realtà circostante per accendere la propria capacità immaginifica, la quale torna e ritorna anche attraverso i ricordi del sé bambino cercati per rifugiarsi da un sé presente a volte troppo ingombrante, come è spesso anche il mondo attuale. L’immaginazione diventa così l’interruttore per spegnere le luci della stanza ed entrare in un altrove senza confini.
Il lavoro di Chiacchio sul tema dell’immaginazione si sviluppa attraverso alcune intuizioni specifiche. Innanzitutto, il corpo diventa un accessorio: nelle illustrazioni, il corpo del protagonista spesso è appena accennato, si confonde con lo spazio o si trasforma in altro. In questo senso, l’immaginazione non si configura come un atto statico, ma come un’azione dinamica che modifica anche il modo stesso in cui si abita lo spazio. Inoltre, Chiacchio propone una sorta di visione curativa della potenza immaginifica: essa diventa un atto di amore verso se stessi, un modo per ricaricarsi e per guardare le cose da un punto di vista inedito. D’altronde, chi immagina può essere ovunque e chiunque; gli stessi oggetti quotidiani cambiano significato e i pensieri prendono la forma di foreste, nuvole o sentieri nascosti.
La forza peculiare del libro risiede nella perfetta armonia tra il testo – essenziale, poetico, dall’andamento ritmico, quasi cantilenante e ipnotico – e le immagini. Chiacchio usa il bianco e nero, le sfumature e i contrasti per rappresentare visivamente il concetto di “dissolvenza”. L’immaginazione non ha bisogno di colori o dettagli: vive di spazi bianchi lasciati intenzionalmente vuoti affinché sia il lettore stesso a riempirli con i propri pensieri, ricordi, suggestioni.
A volte sparisco è un elogio della delicatezza e del diritto alla propria interiorità. È un testo per tutti coloro che ogni tanto decidono di diventare invisibili agli occhi del mondo per essere totalmente presenti a se stessi, immergendosi nelle fantasie di un bambino che immaginava – e per questo viveva! – avventure straordinarie con hamburger animaleschi.
Per provare a tornare proprio lì, dove si è stati felici.
…e se il profumo
è debole
o la connessione
è interrotta
mi ricordo
che tengo la penna
dalla parte del manico, e così
invento.

