«Il genere non è un dato fisso o statico, ma piuttosto un campo di battaglia in cui si svolgono negoziazioni, conflitti e cambiamenti».
Raewyn Connell
Una metrica che misura ciò che conta davvero
NeXt Economia ha elaborato il primo Generativity Gender Gap Index: uno strumento innovativo che misura non solo le disuguaglianze tra uomini e donne, ma soprattutto il valore collettivo che si perde quando le donne non possono esprimere appieno la propria capacità di generare relazioni, innovazione e coesione.
Per il sindacato, questo approccio rappresenta un cambio di prospettiva: non ci si limita a osservare il divario numerico, ma si riconosce che la qualità del lavoro e del vivere insieme è direttamente legata a quanto la dimensione femminile della generatività trova spazio e riconoscimento.
I dati che parlano di un ritardo strutturale
Il quadro emerso è chiaro:
- a livello globale occorreranno 134 anni per raggiungere la parità di genere;
- l’Italia è al 111° posto per partecipazione economica e opportunità, con solo il 32% di donne in ruoli dirigenziali e appena il 20% tra i CEO;
- nella Pubblica Amministrazione, pur con metà del personale femminile, le posizioni apicali sono ancora saldamente in mano maschile.
Questi dati segnalano un ritardo che non riguarda soltanto le donne, ma l’intero sistema economico e sociale: una ridotta generatività significa meno innovazione, meno coesione e minore benessere organizzativo.
La generatività femminile moltiplicatore di valore sociale
L’indice mostra come le donne contribuiscano in modo determinante alla generatività sociale: volontariato, responsabilità comunitaria, cura delle relazioni. Sono elementi che sostengono la qualità del vivere collettivo, ma che raramente trovano spazio nei meccanismi di carriera o nei sistemi di valutazione delle performance.
Il risultato è una contraddizione evidente: ciò che più favorisce il ben vivere organizzativo resta ai margini delle metriche aziendali e istituzionali. Una perdita che si traduce in diseguaglianze per le persone e in inefficienza per le organizzazioni.
Il ruolo delle politiche sindacali
La prospettiva del sindacato può rafforzarsi proprio a partire da questa nuova metrica. Collegare generatività di genere e benessere organizzativo significa:
- mettere in discussione modelli di leadership ancora centrati sul controllo più che sulla cura delle relazioni;
- contrattare strumenti di welfare che riducano i carichi di cura non retribuiti e favoriscano una reale conciliazione;
- riconoscere come parte del valore del lavoro le dimensioni relazionali e comunitarie che spesso sono sostenute dalle donne senza riconoscimento economico né simbolico;
- promuovere processi di partecipazione che rendano visibile la generatività femminile all’interno delle dinamiche organizzative.
Il sindacato ha quindi la possibilità di portare ai tavoli di contrattazione un tema che non è solo di equità, ma di efficacia complessiva delle organizzazioni.
Generatività e ben vivere: un unico orizzonte
Il legame tra generatività di genere e ben vivere organizzativo è evidente: ambienti di lavoro che valorizzano le competenze relazionali, la collaborazione e la responsabilità diffusa sono anche quelli in cui le persone stanno meglio, partecipano di più e producono di più.
La piena espressione della generatività femminile non è quindi un obiettivo separato, ma parte integrante di una strategia per migliorare la qualità del lavoro e la salute delle organizzazioni. Per il sindacato di oggi e di domani, questo significa rafforzare il proprio ruolo non solo nella tutela, ma nella costruzione di un modello di lavoro che unisca produttività, equità e qualità della vita.
Per queste ragioni il Generativity Gender Gap Index non fotografa soltanto disuguaglianze, ma indica una direzione: trasformare la generatività in criterio di valutazione delle organizzazioni e in leva per la contrattazione.
Le implicazioni di policy sono tre:
Gli studi sulla generatività dimostrano come livelli più alti della stessa contribuiscono a un livello di soddisfazione di vita più elevato, ma anche a un maggior livello di capitale sociale, di capitale istituzionale, di partecipazione e di assunzione di responsabilità per il cambiamento del sistema economico.
In altri termini la generatività è l’enzima capace di trasformare il sistema economico agendo sulla domanda e sull’offerta e riducendo i divari territorio.
Avere quindi un basso livello di Generativity Gender Gap è dunque una buona notizia, perché significa che le donne possono essere protagoniste assolute
Per il sindacato questa è una sfida cruciale: fare del benessere organizzativo e della generatività di genere non un tema accessorio, ma un terreno centrale di azione, capace di coniugare diritti, sviluppo e qualità del vivere comune. Per la seconda edizione della ricerca che verrà realizzata nel corso del 2025 verranno approfonditi ulteriormente gli indicatori individuati ed analizzati all’interno della sperimentazione per fornire una serie di strumenti innovativi che superano la logica della mera certificazione e creino una vera e propria infrastruttura sciale innovativa da applicare in tutti i contesti organizzativi sia pubblici che privati. Auspico che il sindacato, a partire dalle realtà presenti nella compagine di NeXt Economia, dovrà essere protagonista di questa fase di elaborazione e applicazione di questi indici.

