Il punto: the Outsiders Society

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Salvatore Tedesco
Salvatore Tedesco
Salvatore Tedesco รจ docente di Estetica e Teoria dei linguaggi presso l'Universitร  degli Studi di Palermo

Per determinare un punto nello spazio tridimensionale, ci insegna la geometria, abbiamo bisogno di una terna di coordinate: ascissa, ordinata e quota. Proviamo dunque a indicare quelle di piรน urgente pertinenza per lโ€™individuazione della nostra posizione storica, o forse per trovare โ€œkantianamenteโ€ le condizioni del nostro stesso orientarci nel pensiero:

x โ€œLa produzione sociale dellโ€™indifferenza moraleโ€.

            Lโ€™aumento della distanza fisica e/o psichica tra lโ€™azione e le sue conseguenze produce qualcosa di piรน che la sospensione dellโ€™inibizione morale: esso annulla il significato morale dellโ€™azione e con ciรฒ previene ogni conflitto tra lo standard personale dellโ€™accettabilitร  morale e lโ€™immoralitร  delle conseguenze sociali dellโ€™azione. (Zygmunt Bauman)

y โ€œPolitiche coloniali razziste in competizione tra loro, devastazione ambientale, fame e flussi migratoriโ€.

            Sembra che stia accadendo questo: le sofferenze del Ventesimo secolo vengono trasformate dalle generazioni attuali nel presupposto per unโ€™identitร  individuale e collettiva, unโ€™identitร  morale creata tracciando un confine rigoroso tra โ€œnoiโ€ e โ€œloroโ€. (Pankaj Mishra)

z โ€œCosa, secondo Lei, si deve fare per prevenire la guerra?โ€.

            Lโ€™estranea si impegnerร  a non prendere parte a manifestazioni patriottiche; a non dare il suo avallo ad alcuna forma di orgoglio nazionale; a essere assente da qualunque parata militare, torneo, carosello, premiazione o altre cerimonie che rinforzano il desiderio di imporre la โ€œnostraโ€ civiltร  o il โ€œnostroโ€ dominio ad altri popoli. (Virginia Woolf)

Il 22 ottobre 2025 almeno quaranta migranti (tra essi alcuni neonati) sono morti in un naufragio nel Mediterraneo, al largo della Tunisia, a poco piรน di cento chilometri dal territorio italiano. La notizia non ha aperto alcun telegiornale ed รจ stata a malapena registrata dai giornali, con alcune eccezioni; spiega per esempio Alessia Candito su Repubblica che chi parte con quelle barche e in quelle condizioni di mare sa di rischiare fortemente la vita, ma lโ€™alternativa tra Tunisia e Libia รจ essere oggetti di quella tratta che stabilisce a non oltre 12 euro il prezzo di un essere umano.

Il governo genocida di Netanyahu รจ โ€œcostrettoโ€ a uccidere centinaia di giornalisti per provare โ€“ senza peraltro riuscirci โ€“ ad assicurarsi quella stessa invisibilitร  morale delle uccisioni che i governi dellโ€™Occidente Europeo si assicurano semplicemente trasformando lโ€™intero Mediterraneo in una sorta di immenso corridoio Netzarim,in quanto per cosรฌ dire nella prospettiva del nostro continente e della sua governance lโ€™attraversamento del Sahara e del Mediterraneo certifica lโ€™espulsione da quellโ€™universo degli obblighi allโ€™interno del quale valgono le regole della comunitร  umana: al di lร  di tali confini โ€“ scriveva ancora Bauman โ€“ i precetti morali non sono vincolanti e i giudizi morali risultano privi di senso. Per rendere invisibile lโ€™umanitร  delle vittime รจ sufficiente espellere queste ultime dallโ€™universo degli obblighi.

รˆ in questo senso che lโ€™Occidente si configura come una grande macchina tanatopolitica (Esposito, Mbembe), e che a partire dallo sfruttamento della motricitร  dello schiavo fondata sullโ€™abolizione della sua libera capacitร  di movimento, passando per la produzione di cadaveri del campo nazista e arrivando sino ai Territori occupati di oggi, lo stesso modello coloniale giunge a far funzionare la logica dei diritti umani come un sistema di esclusione, allโ€™interno del quale โ€“ per fare un esempio saliente โ€“ si puรฒ distinguere tra โ€œrifugiatiโ€ e โ€œmigranti economiciโ€, escludendo questi dai criteri per la protezione internazionale.

Sembra che quella riflessione di Simone Weil che si intendeva come preludio a una dichiarazione dei doveri dellโ€™uomo, sia passata quasi1 senza lasciare traccia.

Lโ€™autonarrazione di un Occidente luogo di pace e faro di civiltร  trova la sua degna conclusione nella pretesa di Donald Trump, armi in pugno, di ottenere il Premio Nobel per la pace, e nella trombonata nostrana secondo cui โ€œsolo lโ€™Occidente conosce la Storiaโ€, secondo lโ€™affermazione del nostro governo, formulata tra una pistolettata di Capodanno e una proposta di intitolazione di strade e piazze a Giorgio Almirante, noto redattore della Difesa della Razza.

Tra lโ€™ascissa del disconoscimento di umanitร  (si pensi alla raccomandazione della Presidente della Commissione EU, Ursula von der Leyen, per agevolare e armonizzare le espulsioni dei migranti โ€œirregolariโ€) e lโ€™ordinata delle politiche coloniali razziste, identitarie e populiste (si pensi alla pasta siciliana con ragรน emiliano di un vecchio post di Salvini), la outsiders society di cui diceva Virginia Woolf configura per il nostro tempo, a mio avviso, lo spazio nel quale soggetti imprevisti (per prendere a prestito lโ€™espressione di Carla Lonzi) diventano capaci di formulare la parola nuova che un soggetto nuovo pronuncia.

E come a queste condizioni il pensiero diviene capace di fuoriuscire dalla dialettica servo-padrone rivolgendosi alla relazione prospettica tra universalizzare e differenziare (Luisa Muraro su Woolf), cosรฌ si affaccia oggi la prospettiva di un universalizzare con gli strumenti dellโ€™umanitร  (Souleymane Bachir Diagne), si configura cioรจ la ricerca filosofica di un universalismo capace di mettere fuori gioco i rinascenti tribalismi identitari, dal momento che secondo un vecchio adagio un essere umano รจ un essere umano attraverso altri esseri umani.

In coerenza con la formulazione di Virginia Woolf ho sottratto nelle definizioni che precedono le caratterizzazioni di pensiero femminista, prospettiva decoloniale, senza precisare nemmeno che il vecchio adagio appartiene al popolo Nguni (i nostri governanti ne possono leggere la storia su wikipedia).

E tuttavia โ€“ per concludere qui queste note โ€“ รจ solo nella forma di una tale poetica della sottrazione che lโ€™indagine sul nostro tempo apre realmente a quella relazione dialogica in cui la differenza dellโ€™altro, attraverso la quale io stesso sono essere umano, avrร  modo di risplendere giusto nel suo rimanermi necessariamente opaca (Edouard Glissant), necessariamente non compresa sino in fondo, ponendosi nella libertร  del vivere.

Relazione e opacitร  si dicono insieme; ed รจ lรฌ che si trova il โ€œpuntoโ€ da cui circostanziatamente ripartire, il respiro dellโ€™uomo che misura la dismisura del mondo.


1 Rinvio perรฒ a https://www.unipa.it/ateneo/unipacomunica/Migrazioni-e-Universit.-Per-una-Carta-degli-officia/.

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