Per determinare un punto nello spazio tridimensionale, ci insegna la geometria, abbiamo bisogno di una terna di coordinate: ascissa, ordinata e quota. Proviamo dunque a indicare quelle di piรน urgente pertinenza per lโindividuazione della nostra posizione storica, o forse per trovare โkantianamenteโ le condizioni del nostro stesso orientarci nel pensiero:
x โLa produzione sociale dellโindifferenza moraleโ.
Lโaumento della distanza fisica e/o psichica tra lโazione e le sue conseguenze produce qualcosa di piรน che la sospensione dellโinibizione morale: esso annulla il significato morale dellโazione e con ciรฒ previene ogni conflitto tra lo standard personale dellโaccettabilitร morale e lโimmoralitร delle conseguenze sociali dellโazione. (Zygmunt Bauman)
y โPolitiche coloniali razziste in competizione tra loro, devastazione ambientale, fame e flussi migratoriโ.
Sembra che stia accadendo questo: le sofferenze del Ventesimo secolo vengono trasformate dalle generazioni attuali nel presupposto per unโidentitร individuale e collettiva, unโidentitร morale creata tracciando un confine rigoroso tra โnoiโ e โloroโ. (Pankaj Mishra)
z โCosa, secondo Lei, si deve fare per prevenire la guerra?โ.
Lโestranea si impegnerร a non prendere parte a manifestazioni patriottiche; a non dare il suo avallo ad alcuna forma di orgoglio nazionale; a essere assente da qualunque parata militare, torneo, carosello, premiazione o altre cerimonie che rinforzano il desiderio di imporre la โnostraโ civiltร o il โnostroโ dominio ad altri popoli. (Virginia Woolf)
Il 22 ottobre 2025 almeno quaranta migranti (tra essi alcuni neonati) sono morti in un naufragio nel Mediterraneo, al largo della Tunisia, a poco piรน di cento chilometri dal territorio italiano. La notizia non ha aperto alcun telegiornale ed รจ stata a malapena registrata dai giornali, con alcune eccezioni; spiega per esempio Alessia Candito su Repubblica che chi parte con quelle barche e in quelle condizioni di mare sa di rischiare fortemente la vita, ma lโalternativa tra Tunisia e Libia รจ essere oggetti di quella tratta che stabilisce a non oltre 12 euro il prezzo di un essere umano.
Il governo genocida di Netanyahu รจ โcostrettoโ a uccidere centinaia di giornalisti per provare โ senza peraltro riuscirci โ ad assicurarsi quella stessa invisibilitร morale delle uccisioni che i governi dellโOccidente Europeo si assicurano semplicemente trasformando lโintero Mediterraneo in una sorta di immenso corridoio Netzarim,in quanto per cosรฌ dire nella prospettiva del nostro continente e della sua governance lโattraversamento del Sahara e del Mediterraneo certifica lโespulsione da quellโuniverso degli obblighi allโinterno del quale valgono le regole della comunitร umana: al di lร di tali confini โ scriveva ancora Bauman โ i precetti morali non sono vincolanti e i giudizi morali risultano privi di senso. Per rendere invisibile lโumanitร delle vittime รจ sufficiente espellere queste ultime dallโuniverso degli obblighi.
ร in questo senso che lโOccidente si configura come una grande macchina tanatopolitica (Esposito, Mbembe), e che a partire dallo sfruttamento della motricitร dello schiavo fondata sullโabolizione della sua libera capacitร di movimento, passando per la produzione di cadaveri del campo nazista e arrivando sino ai Territori occupati di oggi, lo stesso modello coloniale giunge a far funzionare la logica dei diritti umani come un sistema di esclusione, allโinterno del quale โ per fare un esempio saliente โ si puรฒ distinguere tra โrifugiatiโ e โmigranti economiciโ, escludendo questi dai criteri per la protezione internazionale.
Sembra che quella riflessione di Simone Weil che si intendeva come preludio a una dichiarazione dei doveri dellโuomo, sia passata quasi1 senza lasciare traccia.
Lโautonarrazione di un Occidente luogo di pace e faro di civiltร trova la sua degna conclusione nella pretesa di Donald Trump, armi in pugno, di ottenere il Premio Nobel per la pace, e nella trombonata nostrana secondo cui โsolo lโOccidente conosce la Storiaโ, secondo lโaffermazione del nostro governo, formulata tra una pistolettata di Capodanno e una proposta di intitolazione di strade e piazze a Giorgio Almirante, noto redattore della Difesa della Razza.
Tra lโascissa del disconoscimento di umanitร (si pensi alla raccomandazione della Presidente della Commissione EU, Ursula von der Leyen, per agevolare e armonizzare le espulsioni dei migranti โirregolariโ) e lโordinata delle politiche coloniali razziste, identitarie e populiste (si pensi alla pasta siciliana con ragรน emiliano di un vecchio post di Salvini), la outsiders society di cui diceva Virginia Woolf configura per il nostro tempo, a mio avviso, lo spazio nel quale soggetti imprevisti (per prendere a prestito lโespressione di Carla Lonzi) diventano capaci di formulare la parola nuova che un soggetto nuovo pronuncia.
E come a queste condizioni il pensiero diviene capace di fuoriuscire dalla dialettica servo-padrone rivolgendosi alla relazione prospettica tra universalizzare e differenziare (Luisa Muraro su Woolf), cosรฌ si affaccia oggi la prospettiva di un universalizzare con gli strumenti dellโumanitร (Souleymane Bachir Diagne), si configura cioรจ la ricerca filosofica di un universalismo capace di mettere fuori gioco i rinascenti tribalismi identitari, dal momento che secondo un vecchio adagio un essere umano รจ un essere umano attraverso altri esseri umani.
In coerenza con la formulazione di Virginia Woolf ho sottratto nelle definizioni che precedono le caratterizzazioni di pensiero femminista, prospettiva decoloniale, senza precisare nemmeno che il vecchio adagio appartiene al popolo Nguni (i nostri governanti ne possono leggere la storia su wikipedia).
E tuttavia โ per concludere qui queste note โ รจ solo nella forma di una tale poetica della sottrazione che lโindagine sul nostro tempo apre realmente a quella relazione dialogica in cui la differenza dellโaltro, attraverso la quale io stesso sono essere umano, avrร modo di risplendere giusto nel suo rimanermi necessariamente opaca (Edouard Glissant), necessariamente non compresa sino in fondo, ponendosi nella libertร del vivere.
Relazione e opacitร si dicono insieme; ed รจ lรฌ che si trova il โpuntoโ da cui circostanziatamente ripartire, il respiro dellโuomo che misura la dismisura del mondo.
1 Rinvio perรฒ a https://www.unipa.it/ateneo/unipacomunica/Migrazioni-e-Universit.-Per-una-Carta-degli-officia/.

